SAPORI ITALIANI 

16.07.2020

Questo è il periodo per noi italiani di sfoggiare sulle tavole sempre più prodotti tipici nostrani: formaggi, affettati, paste fredde e salse. Il problema è che incrementiamo, senza volerlo, grassi e sale. Tralasciamo l'analisi del contenuto di grassi nelle varie pietanze e soffermiamoci solo sul sodio. 

Qual è il trucco per non rinunciare ai nostri piatti estivi?

Consumiamo tutti sempre più sodio e questo comporta non solo cellulite ma anche patologie più serie come ipertensione, infarto e ictus. Tra i 12 fattori di rischio metabolici, dietetici e di vita modificabili e valutabili, fumo e ipertensione rappresentano la principale causa di morte nel mondo. 

Insomma, una prima risposta potrebbe essere: smettete di fumare e godetevi i piaceri della tavola! 

Ma non è solo il fumo. Il sodio è assunto sempre in maggior quantità grazie all'aumento di consumo di alimenti altamente processati: paste e zuppe "già pronte" e di affettati e formaggi. Mentre gli ultimi due sappiamo contenere elevate quantità di sali e grassi e quindi già li moderiamo, i primi vengono percepiti some salutari, grazie al marketing sulle confezioni ed al ricordo dei piatti casarecci.

Sarà per questo che noi italiani stiamo diventando obesi e malati? 

Le Linee Guida sulla Nutrizione del 2005 (per gli americani, che sappiamo mangiare in modo molto diverso da noi!) raccomandano che gli adulti sani limitino il consumo di sodio a 2.300 mg / giorno = 5,84 g di cloruro di sodio = 1 cucchiaino di sale da cucina; mentre che gli individui con ipertensione, adulti di mezza età e anziani limitino consumo a 1.500 mg di sodio al giorno! 

Insomma, ripensando ai piatti della nostra tradizione, il dubbio che mi viene in mente è che abbiamo incrementato, pensandoli sani, alimenti industriali dannosi. 

Esistono delle Strategie per ridurre l'assunzione di sodio? Certo!  

Limitare panini, piatti gratinati, pizza, perché contribuiscono quasi alla metà (44%) del sodio totale degli alimenti, affettati (che, rispetto ad una bistecca, hanno proprietà nutritive scarse) e formaggi e uova.


La mozzarella della nonna

Chi di voi non ha avuto una nonna che, a dieta, sceglieva la mozzarella come formaggio "magro"? 

Forse è ora di dire alla nonna che non esistono formaggi "magri" ma solo contenenti più o meno grassi. Il problema è: quanto sodio contengono?

Il tipico contenuto di sodio dei formaggi più popolari

Mozzarella in media 512 mg / 100 g;

Formaggi di sodio più alti (da 980 a 1.375 mg di sodio / 100 g di formaggio) comprendono pecorino, parmigiano, feta greca.

L'errore tipico italiano è il condimento. Quante volte alla settimana aggiungiamo formaggio grattugiato sulla pasta? e in quale quantità?

In particolare i nostri figli, che per peso ed età assumono alimenti ricchissimi di sodio… non solo dalle nostre tavole.

AFFETTATI

Il tipico piatto estivo è: prosciutto e melone. Come hanno fatto a sopravvivere i nostri antenati mangiando alimenti così poco salutari? Mangiandone pochi! Aprite il vostro frigo. Cosa trovate tutto l'anno? formaggi ed affettati sostituiscono sempre più i pasti di noi italiani. Non è certo questa la nostra cucina tradizionali. Il problema quindi è l'abuso di alcuni alimenti, per pigrizia.


Quindi, è importante capire che alcuni alimenti della nostra tradizione sono da consumare con estrema parsimonia (ridotta frequenza e porzione) ma ricordatevi anche di fare attenzione a tutti gli alimenti "già pronti"... Vegani e Biologici compresi (anche loro contengono conservanti e stabilizzanti). A onor del vero, non è solo l'alimento in sé, ma anche la frequenza a determinare danni. Se tutti i giorni consumate un alimento "già pronto" ovvero altamente processato, non state mangiando sano; neppure se è biologico. 

Impariamo a riempire il carrello con alimenti freschi e poco trasformati industrialmente.. altrimenti rischiamo di perdere le nostre tradizioni ed ammalarci anche prima! 

Dr.ssa Grazia Sardanu
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