PROVENIENZA E PROBLEMATICHE DEL CIBO

12.02.2020

Cosa cambia se acquisto riso o altri prodotti provenienti da zone diverse? Le leggi sulla coltivazione e le restrizioni di utilizzo di diserbanti, pesticidi, antibiotici e altri medicinali. Molti di voi, preoccupati dalle recenti notizie sulla sicurezza alimentare, mi hanno posto delle domande interessanti. Spero con questo post di fare chiarezza, senza entrare nel dettaglio di discussione tecnica.

Non sono stati eseguiti blocchi di filiera al momento, ma sono emerse delle situazioni di tutela a favore dei consumatori per quanto riguarda alcuni prodotti importati in Italia e provenienti da paesi in via di sviluppo.

Un esempio tra tutti è l'allerta che proviene da uno studio condotto su riso e frutta proveniente dall'Africa.

Sebbene gli erbicidi possano aiutare a ridurre le perdite di produzione del riso, un uso scorretto può avere un impatto negativo sulla salute umana, sull'ambiente e sulla sicurezza alimentare.


Un recente studio dell' Università di Greenwich pubblicato il 23 gennaio, rivela che l'uso di sostanze non legali in agricoltura è in aumento, in particolare nei paesi in via di sviluppo che in quelli sviluppati.

Il problema riguarda comunque il consumatore italiano, per il semplice fatto che alcuni di questi prodotti sono in vendita anche sul nostro mercato. La situazione in Africa, per esempio, è grave perché queste aziende rappresentano il 15-20% del totale delle esportazioni: Egitto, Uganda, Tanzania e la maggior parte dei paesi dell'Africa occidentale.

Queste aziende agricole utilizzano sostanze non lecite per la coltivazione. La maggior parte degli erbicidi veramente economici sono quelli contraffatti o almeno non registrati. Il problema emerso dal Natural Resources Institute, University of Greenwich, con sede nel Regno Unito, aggiunge che i governi africani non hanno la capacità di tenere traccia di tutti i nuovi prodotti importati da paesi produttori di erbicidi come la Cina e la Francia.

Lo studio ha coinvolto indagini agricole su 1.965 agricoltori in 20 paesi africani, tra cui il Ciad, l'Etiopia, la Nigeria, il Senegal e l'Uganda condotti dal 2012 al 2014 e indagini di mercato in 17 paesi africani dal 2014 al 2015. Tra i marchi di erbicidi disponibili sul mercato, il 62% sembra non essere autorizzato da un'organizzazione di regolamentazione dei pesticidi riconosciuta. Inoltre, in Uganda gli agricoltori si affidavano principalmente all'etichetta del prodotto e gli agricoltori del Burkina Faso e della Nigeria consultavano più spesso i loro vicini. Meno del dieci per cento degli agricoltori dell'Africa sub-sahariana chiede consiglio agli esperti su quale sostanza chimica sia necessaria, afferma, aggiungendo che il 90 per cento si basa sulle informazioni fornite da colleghi agricoltori e commercianti chimici analfabeti.


Proseguo a rispondere sulle altre questioni che mi avete posto

POSSONO QUESTI ERBICIDI, SVILUPPARE REAZIONI ALLERGICHE?

Certamente. Spesso vengono sottovalutate o scambiate per reazioni da intolleranza alimentare ma in realtà sono semplici reazioni chimiche (Cross-reazioni) dovute agli agenti presenti sugli alimenti.

Fate attenzione quindi alla provenienza dei cibi che acquistate. Inoltre, prima di definire un'allergia o un'intolleranza, accertatevi di escludere dal vostro corpo la momentanea presenza di sostanze fortemente infiammatorie. Prima di sottoporvi a test allergici rivolgetevi ad un esperto per una normalizzazione immunitaria (dieta a basso indice istaminico) che vi assicurerà una purezza di risultato superiore ed una eventuale esclusione di scelte alimentari pericolose (eccesso di alimenti infiammatori, alimenti contaminati da alto tasso di pesticidi, alimenti coltivati senza garanzie di erbicidi legali, alimenti coltivati con elevate concentrazioni di pesticidi rispetto ai nostri canoni nazionali. 

In caso di dubbio, segnalate alle autorità competenti pubbliche (ASL) o privati come noi (CRN5).

Dr.ssa Grazia Sardanu

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