NUTRIZIONE INFANTILE. COSA CAMBIA?

19.06.2019

Ogni età, stagione e momento particolare della nostra vita ha necessità diverse. Durante l'infanzia, per esempio, il cervello consuma la metà dell'introito calorico giornaliero. La dieta necessariamente dovrà essere adeguata per calorie ma soprattutto per macronutrienti. Dal lattante che necessita in prevalenza una quota grassa, passiamo ad una lieve riduzione lipidica. Nella pratica, cosa cambia tra un bimbo ed un adulto?

Una vecchia ipotesi  antropologia sostiene che i bambini umani sviluppano un tasso di crescita infantile molto più lento rispetto ad altri mammiferi e primati; questo probabilmente perché il loro cervello richiede più energia per svilupparsi. In effetti, la scienza conferma oggi questa teoria ma avanza un'ulteriore questione: una dieta sbilanciata comporta problematiche di sviluppo psico-somatico e obesità. In un nuovo articolo appena pubblicato sulla rivista Proceedings of National Academy of Sciences ( PNAS ) si dimostra che bisogni energetici cerebrali diversi, se non ben bilanciata, comporti un rischio di obesità.  Così, la Northwestern University e la New York University School of Medicine hanno approfondito la ricerca. 

Un bambo di 5 anni, utilizza 2/3 dell'introito calorico giornaliero per le funzioni cognitive. Ma il fabbisogno cambia, proprio per questo motivo, di bambino in bambino. Questa, quindi, potrebbe essere la chiave necessaria per affrontare l'obesità infantile, in particolare in tutti i soggetti con problematiche cognitive o di concentrazione. 

Un'eccesso di carboidrati raffinati e zuccheri produce proprio l'effetto contrario. Sostituite quindi: 

cereali industrializzati per la prima colazione con del pane integrale tostato e farcito con crema d'arachidi oppure con marmellata e granella di pistacchio

focacce e pizzette per gli spuntini con snack freschi: crostini con patè di olive, avocado e tonno, latte di cocco con cacao in polvere.

Di cosa è ghiotto il cervello? di grassi, essenziali per lo svolgimento corretto delle funzioni cognitive e per il mantenimento delle guaine mieliniche. 

Anziché utilizzare derivati animali (carne, latticini e formaggi), in questa stagione incrementate la quota di alimenti grassi vegetali. 

avocado, frutta oleaginosa, olive, cocco (olio, latte e polpa), olio vegetale a crudo. 


Anche l'acqua svolge un ruolo importante.

Una particolare attenzione è da porre al sodio, che non determina solo ipertensione ma deficit funzionali sul Sistema Nervoso Centrale. Limitate quindi eccesso di formaggi, affettati, carni in scatola e prodotti altamente processati. 


Le porzioni di un soggetto adulto non possono essere paragonate a quelle di un bimbo di pochi anni. Fate porzionare ai vostri figli stessi. 

Se siete in sovrappeso, tenderete ad eccedere anche nelle porzioni dei più piccoli. Per questo la terapia nutrizionale, in questi casi, coinvolge tutta la famiglia nello smantellamento delle abitudini malsane familiari. 


Infine, l'attività fisica e la vita all'aria aperta sono fattori altrettanto significativi, in particolare per un corpo in sviluppo. 

Ricordate che il "fai-da-te" è da evitare. Per qualsiasi dubbio, contattateci. 

Dr.ssa Grazia Sardanu

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Fonte: Christopher W. Kuzawa, Clancy Blair. "A hypothesis linking the energy demand of the brain to obesity risk". National Academy of Sciences , 2019; 201816908 DOI: 10.1073 / pnas.1816908116

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