ERBE COMMESTIBILI

01.06.2020

Il cemento sempre più prepotente e la lontananza dai nonni ci fa perdere nozioni botaniche importanti. Se vi capita di passeggiare su un prato non trattato con pesticidi, erbicidi o altro, potreste riconoscere una delle tante erbe commestibili. Iniziamo con quella più comune e semplice

CICERBITA (SONCHUS OLERACEUS)

Plinio il Vecchio ne parlò, quando racconta che Teseo si nutrì di Cicerbita, prima di inoltrarsi nel labirinto per uccidere il Minotauro. Insomma, letteratura, botanica, alchimia e nutraceutica, si incontrano nei secoli su un semplice prato. 


Dal mare ai 1700 metri, questa pianta cresce spontanea sempre, eccetto durante la siccità estiva. La Cicerbita è un'erba selvatica ricca di fibre e di vitamine A, B2, C. Inoltre è ricca di calcio, ferro, fosforo. Per la presenza di inulina è particolarmente indicato per chi soffre di diabete. Umani ed animali ne possono usufruire senza problemi. 



Questa pianta veniva impiegata in erboristeria per le sue proprietà depurative, diuretiche, epatodetossicanti e sopratutto per la sua azione coleretica (stimolante la bile), ma oggi quasi completamente trascurata. 


Come mangiarla? cruda in insalata, lessata, usata quale contorno, condita con olio e limone o passata in padella con qualche spicchio di aglio. La rosetta basale si salta in padella con dell'aglio e se ne gusta il sapore delicatissimo. E' un ingrediente imprescindibile delle zuppe di origine contadina dove le foglioline più tenere vengono cucinate nella zuppa fiulana Postic, nella Preboggion ligure e nella Minestrella della Garfagnana. Il fusto delle piante giovani si consiglia lessato come asparago. Invece la radice può essere portata a tavola lessata oppure una volta tostata può essere usata come surrogato del caffè.


Buone passeggiate e buon appetito!

Dr.ssa Grazia Sardanu

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