DOLCIFICANTI & DISTURBI CRONICI

29.11.2018

I dolcificanti non calorici (NCS) sono additivi naturali o chimici, presenti nei prodotti alimentari (gomme da masticare e caramelle per bambini comprese) e nelle bevande come misura per ridurre il loro contenuto energetico. Diversi studi riportano possibili effetti sul tratto gastrointestinale, specialmente in pazienti con predisposizione come la sindrome dell'intestino irritabile (IBS) e la malattia infiammatoria intestinale (IBD). E' stata confermata da diversi studi un'associazione tra consumo prodotti light e cambiamenti nelle abitudini intestinali con sviluppo patologico. 

Un grosso studio di revisione della letteratura scientifica (J Nutr Food Sci 2018, Vol 8 (4): 711. DOI: 10.4172 / 2155-9600.1000711) ha portato a confronto tutta la letteratura a riguardo, dal 1980 al 2017. La conclusione è stata proprio una chiara dimostrazione del cambiamento del microbiota enterico derivato dal consumo di prodotti dolcificati con dolcificanti acalorici con conseguente sviluppo di patologie croniche, intolleranze, tumori.

Gli studi hanno dimostrato i possibili effetti sulla motilità intestinale e sul microbiota, attraverso l'aumento della secrezione di ormoni e la regolazione dei microbioti. Il consumo di prodotti light, in particolare contenenti sucralosio e polioli, sono stati associati a pazienti con Sindrome dell'Intestino Irritabile e Patologie Infiammatorie, con modificazione anche del microbiota (e della resistenza ad alcuni farmaci) e nel sistema immunitario (in termini di deficit immunologico).  In altre parole, chi assume frequentemente (non quotidianamente ma in accumulo nella vita) queste sostanze, sviluppa patologie croniche infiammatorie, ormonali e si ammala più facilmente. 

Ogni dolcificante ha dato alterazioni differenti, ma tutti hanno dimostrato creare problematiche permanenti. A breve termine tutti, seppure su recettori differenti, hanno prodotto variazioni ormonali che determinano:

- svuotamento gastrico rapido (=più fame)

- aumentata mobilità gastrica. La motilità del tratto gastrointestinale è un processo modulato da un complesso neurale e ormonale. Quest'ultimo include peptidi intestinali secreti dalle cellule neuroendocrine durante periodi interdigestivi e postprandiali. Questo processo è un importante determinante della secrezione ormonale dell'intestino e del transito luminale, che influisce sulla quantità di assorbimento dei nutrienti da parte delle cellule enteroendocrine in diverse parti dell'intestino. 

A lungo termine gli effetti sono: obesità, variazioni dell'umore e malnutrizione!

La variazione del microbiota intestinale con prevalenza di specie patologiche ed alterazione del funzionamento è un aspetto molto importante. Vediamo qualche esempio:

sucralosio - Riduce il numero di Bacteroidetes , Lactobacillus e Bifidobacterial 

aspartame - Riduce il numero di Lactobacillus , Enterobacteria , Clostridia e Roseburia

Saccarina - Riduzione di eubatteri. 

Sucralosio ed eritritolo - Inducono una maggiore permeabilità intestinale. Riducono quindi l'assorbimento di nutrienti e farmaci.


Il microbiota intestinale ha diverse funzioni come la sintesi di alcune vitamine (K e B12), la modulazione della sensibilità, la motilità digestiva, la permeabilità, la regolazione della barriera intestinale, attivazione di alcune vie metaboliche, allergie alimentari e intolleranza alimentare. L'azione di questi zuccheri risulta diretta su tutte le funzioni elencate. Ne conseguono: incremento dell'appetito, incremento dello sviluppo dei lipociti (= obesità rapida), aumento indici infiammatori e attivazione oncogenica (=sviluppo patologie oncologiche).

Potreste inizialmente lamentare: dolore addominale, disagio, distensione addominale, diarrea e flatulenza, per aumento dei livelli di idrogeno, metano e acqua; motilità gastrointestinale e secrezione enteroendocrina. Questo rappresenta il cambiamento di un pattern motorio gastrointestinale interdigestivo con uno postprandiale. In poche parole, gli effetti diventano cronici. Forse, prima di pensare a patologie particolari, allergie o altro, dovremmo chiederci quante gomme da masticar o bevande light abbiamo assunto nella nostra vita. 

Più di un secolo fa, i dolcificanti acalorici sono stati introdotti nell'industria alimentare cercando di dare al cibo il sapore dolce senza il solito apporto calorico e zuccherino. Il consumo è diventato popolare a causa dei bassi costi, dell'assunzione calorica bassa e della buona percezione dei benefici per la salute nella perdita di peso e nella normalizzazione della glicemia. Questi ultimi aspetti, sono stati smentiti già dal 1980, quando la ricerca si è focalizzata su ormoni, organi e connessioni endocrinologiche e viluppo di diabete. Fino ad oggi solo sei dei numerosi dolcificanti acalorici hanno ricevuto l'approvazione di utilizzo seppur con notevoli problematiche connesse.

Non è un caso che le patologie gastroenteriche siano in aumento con l'incremento del consumo di bevande, alimenti e caramelle. Il problema è che i danni permangono come patologie croniche. 

Ne vale davvero la pena masticare gomme tutto il giorno?

Se avete sete bevete acqua, non bevande light. E se volete masticare, fate come lui… scegliete una carota!



Dr.ssa Grazia Sardanu

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