CIBO DI SINTESI. COS'E'?

29.04.2019

Ho letto di recente qualche articolo su quotidiani nazionali o sul web dove si riportavano delle nuove proposte di studio: il cibo di sintesi. Come al solito, c'è molta confusione. Facciamo chiarezza.

1) E' possibile fabbricare il laboratorio del cibo? Si

2) E' legale questo procedimento? Si, alcune aziende americane, produttrici di carne e di prodotti alimentari, hanno già immesso in commercio questo tipo di prodotti. Lo scopo è quello di utilizzare tecnologie all'avanguardia per creare prodotti alimentari che abbattano i limiti ed i problemi di inquinamento connesse alle industrie della carne e dei latticini,  oltre che i costi di produzione. 

Come? limitando l'uso di animali. Per esempio, è possibile coltivare carne in laboratorio, produrre cremose uova "strapazzate" da fagioli, fabbricare carne di pesce che non abbia mai nuotato nell'acqua, o latte di mucca prodotto dai lieviti. Per chi non è pratico di ciò che in laboratorio si può produrre se si sa maneggiare il DNA, sembra una descrizione futuristica. Eppure è già pratica comune ed è già cibo venduto quello che vi sto descrivendo. 

Questo nuovo settore è nato per ridurre il colossale danno ambientale causato dall'agricoltura industriale, dalle sue vaste emissioni di carbonio all'inquinamento e alle patologie che le acque inquinate comportano su tutta la catena alimentare.  La vendita è maggiormente spinta da settori "chiusi", come i prodotti "Bio" oppure Vegetariani, prodotti cioè senza l'utilizzo di animali,che normalmente immaginiamo come derivati da orti biodinamici.  Chissà se consumatori sono veramente consci di ciò che mangiano!

3) come distinguere un prodotto vero da uno di sintesi? C'è molto clamore a riguardo. Negli Stati Uniti l'industria delle carni bovine ha presentato una petizione per escludere i prodotti non animali dalla definizione di carne, mentre un politico francese è riuscito a far approvare una legge che vieta alle aziende vegetariane di chiamare i loro prodotti "salsicce", "tritare" o "bacon". Nessuno però ha vietato la sintesi di tali prodotti e la vendita. 

4) Qualche esempio


La carne sintetica, di derivazione vegetale è stato uno dei primi prodotti industrializzati perché è diventato illegale l'utilizzo di "siliconati" addizionabili alla carne per aumentarne il volume alla vendita. Nasce così il prodotto ad "alta-concentrazione-proteina" più famoso finora è il Burger, una composizione interamente vegetale che ha una strana somiglianza con la carne ed è ora servita in più di 1.000 ristoranti negli Stati Uniti, a circa $ 15. L'ingrediente carnoso chiave del prodotto è un'eme-proteina che si trova nelle radici delle piante di soia.  Le nuove aziende tecnologiche alimentari stanno quindi sfruttando le tecniche sviluppate inizialmente per usi biomedici, come l'insulina di sintesi. Infatti, il DNA per l'eme-proteina è codificato da una modificazione genetica in un lievito, che viene poi sviluppato fino a divenire tessuto. La proteina, identica all'originale di soia, viene quindi separata e nessun materiale OGM finisce nell'hamburger. 

La stessa tecnica di fermentazione del lievito viene utilizzata da altre aziende per produrre il caglio (ormai tutto quello in commercio è di sintesi), proteine ​​di uova e latte identiche agli originali, ma senza polli o mucche reali. Ma saranno rapidamente immesse in commercio anche altri derivati che saranno la base di numerosi alimenti venduti a livello internazionale, come: l'albume, schiume, gelatina, yogurt, formaggio, gelato ed altro ancora. 

5) Altre frontiere

Dolci e cosmetici vengono già prodotti con l'aiuto di microorganismi, grazie ai quali  si fabbricano gelatina e collagene di sintesi. Via libera quindi ai gustosi orsetti gommosi derivati ​​dalla gelatina derivata dal DNA conservato dei mastodonti - una creatura estinta simile ad un elefante - e che si coltiva anche per le legature di libri in pelle, di origine sintetica. Il nuovi prodotti, in vendita da aprile, sono i cosmetici.

6) Limiti e problematiche

L'ostacolo principale, è quello di ottenere un mezzo di crescita accessibile e privo di animali: lo standard attuale è molto costoso e richiede promotori di crescita estratti embrionali. Una società israeliana sta lavorando a bistecche prodotte in laboratorio e altre aziende stanno lavorando sulla produzione di pollo e pesce senza mercurio o contaminazione da plastica, anche se il pesce costa ancora circa $ 7.000 per libbra nella produzione attuale. 

Mi fa piacere immaginare i miei colleghi impegnati in un lavoro remunerativo. Forse sono gli stessi che hanno rinunciato a progetti di lavoro più urgenti, come lo sviluppo di tessuti cutanei, oppure l'ingegnerizzazione di organi da rigenerale perché impossibile il trapianto o semplicemente la lotta alla liberalizzazione della terapia genica. 

Embrioni si o embrioni no, sorrido nell'immaginarmi i "carnivori" che manifestano nelle piazze perché gli "alimenti vegetariani" sono più industrializzati della cara e vecchia fettina di pollo.

Dr.ssa Grazia Sardanu

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