TOCCA A TE

19.06.2018

Cari tabagisti,

anche in Italia, come in quasi tutti gli stati esteri, si stanno preparando delle normative a discapito vostro. In effetti, dopo il decreto Sirchia, nulla più era stato fatto contro al fumo. Ciò che potrebbe cambiare, come già avviene in Inghilterra, è per esempio, la priorità di visita in ospedale. Per esempio, se siete in attesa di essere visitati e siete gli unici fumatori… attendete per ultimi il vostro turno. Questo perché, se neppure voi vi premurate di curarvi, perché dovrebbero farlo gli altri? Si, in molti paesi si segue questa filosofia, perché si riconosce che il fumo è una dipendenza e come tale si tratta, persona e sostanza. E' anche vero che negli stessi paesi, la percentuale di medici e personale sanitario fumatore è bassissima. Diventa quindi più semplice la gestione… e anche puntare il dito a quei pochi. Ma quando la schiera di fumatori è immensa, ci si "rafforza" a vicenda. Quindi, si adottano "maniere forti".

E' necessario essere costretti per dichiarare battaglia al fumo? Forse le maniere forti non sempre funzionano, ma sicuramente è un modo come tanti per affrontare il problema.

Se siete fumatori prima o poi vi sarà chiesto di smettere. Perché attendere?

Tocca a voi. Costretti oppure no. 

Non esistono momenti ideali per smettere ma l'esperienza ed il buon senso insegnano che è meglio non attendere una malattia per farlo.

Ma se pensate di essere soli, di non farcela, di ingrassare e non dormire perché avete abbandonato la vostra vecchia "amica", vi sbagliate. Prima di voi, anche noi abbiamo smesso. 

Dr.ssa Grazia Sardanu
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