SVEZZAMENTO News

11.04.2018

Se siete alle prese con lo svezzamento, sicuramente vi imbatterete tra le nuove "teorie" diverse.

                        Ecco le novità sull'argomento

Il 19 luglio 2017 il PHE (Public Health England) ha pubblicato una bozza del rapporto del comitato scientifico consultivo sulla nutrizione (SACN) " Nutrire nel primo anno di vita ". Il SACN è un ente indipendente costituito da ricercatori scientifici indipendenti consigliano il governo su questioni relative all'alimentazione, alla dieta e alla salute. Questa relazione è stata pubblicata ed aperta alla consultazione pubblica il 13 settembre 2017 e, una volta completata nella stesura, le eventuali modifiche saranno fornite ai consigli governativi. Questa è la prima revisione scientifica completata del governo britannico sull'alimentazione infantile, dopo la pubblicazione nel 1994 da parte del Comitato Medico sulla politica alimentare (COMA). Insomma, dal premio Nobel del 1931 su cancro ed alimentazione... sono passati parecchi anni prima che alcuni governi parlassero di alimentazione pubblica e stilassero delle Linee Guida, in particolare in tematiche pediatriche.

Quali sono le nuove raccomandazioni in svezzamento? 

Il cambiamento più significativo delle raccomandazioni per l'alimentazione infantile nel Regno Unito dopo la relazione COMA Era il 2001 quando SACN avallò la raccomandazione dell'Organizzazione Mondiale della Sanità (OMS) incoraggiava fino al 2001 l'allattamento solo fino ai 6 mesi; il precedente consiglio del Regno Unito incoraggiava ad introdurre cibi solidi tra 4 e 6 mesi. Oggi cosa è cambiato?

1- Si consiglia fortemente, dove è possibile, l'allattamento al seno almeno (e non più fino a...) per nei primi 6 mesi. E' quindi consigliato proseguire fino a quando il bimbo non sarà pronto.

2- Per quanto riguarda lo svezzamento, non si incoraggia più l'introduzione di alimenti tra il 4° ed il 6° mese ma solo successivamente per evitare rischi infezioni gastrointestinali, respiratorie e dell'orecchio. Il rapporto inoltre, evidenzia la continua necessità di aumentare i tassi di allattamento al seno e di sostenere le donne nell'allattamento al seno il più a lungo possibile.

3- Risulta inoltre estremamente importante evitando di aggiungere zuccheri e sale alle pappe. Banditi quindi formaggi (ovviamente troppo ricchi di sali), dadi da cucina (banditi anche per gli adulti, secondo il WCRF) e succhi di frutta industriali, ahimè tutti alimenti che con stupore ho visto essere ancora consigliati da vecchi pediatri italiani!

4- Evitare gli alimenti pre-confezionati perché ricchi di zuccheri, sali e conservanti: del cibo frullato andrà benissimo! Ovviamente gli alimenti liofilizzati, tanto di moda nel dopoguerra per problematiche di contaminazione, dovrebbero sono bandite finalmente anche in Italia.

5- Evitare l'integrazione di vitamina D... questa regola è valida anche per gli adulti: basta esporsi alla luce per 40minuti, con caviglie e/o polsi scoperti per attivarla. In ogni caso, ricordate che la fissazione del calcio avviene grazie al magnesio. Limitare integrazioni sintetiche di Ferro e Calcio e supplementazioni alimentari.

6- Eliminate tettarelle (che favoriscono la suzione) ed integrate le idonee tazze per insegnare al bimbo la deglutizione prima del 6° mese; in questo modo sarà più naturale e meno problematico l'approccio alle pappa. Eliminate il biberon dal 12° mese.

7- Niente latte vaccino ai bambini di età inferiore ai 12 mesi! Non è paragonabile al latte materno o di formula e può solo essere dannoso.. e comunque dopo non serve!

8- Supplementare la Vitamina A per via alimentare o verificarne il dosaggio ematico. Stesso discorso per Ferro e Calcio (se sottopeso). La famosa frase "il bimbo non si buca" (ovvero nessun prelievo ematico) che per anni i pediatri italiani hanno ripetuto, finalmente viene abolita.

9- Tra i 6 mesi ed i 12 è possibile somministrare con accortezza (3 somministrazioni lontane 72 ore l'una dall'altra) gli alimenti allergogenici per eccellenza: uova di gallina ed arachidi. In questo modo diminuiscono i rischi di sviluppi allergici, atopici ed autoimmuni. Se avete familiarità allergica, potete richiedere di somministrate gli alimenti in ambiente ospedalizzato.

10- Incrementare durante lo svezzamento tutti gli alimenti e le spezie caratteristiche dell'alimentazione familiare.

In nessun modo si supplementa con integratori, salvo indicazioni specialistiche. Questo dovrebbe valere anche per gli adulti e ricordate che la supplementazione (anche solo vitaminica) può durare al massimo 20 giorni.

Ultime accortezze

Il governo inglese è stato inoltre invitato, grazie al rapporto SACN, a tenere sotto controllo i valori di sostanze particolarmente tossiche per un bimbo in sviluppo, in particolare quelle con particolare interazione con il sistema nervoso: piombo, formulati a base di soia, acrilamide ( in alimenti fatti in casa con strumenti o ripiani non atossici) e arsenico (per esempio in acqua e alimenti industriali). Ovviamente le caramelle sono l'esempio di pegior prodotto industriale da dare ad un bambino: contengono zucchero (che va limitato al massimo perché causa dipendenza), dolcificanti artificiali (che non vanno somministrati neppure agli adulti), coloranti (creano allergie ed innescano reattività istaminica, oltre ad essere tossici).

Ricordate di controllare pentole, utensili e piani di lavoro. Inoltre, informatevi sulle garanzie di atossicità dei prodotti (biberon e giocattoli) in vendita in Italia, non sempre controllati anche se venduti in farmacia). Verificate sul web le caratteristiche di atossicità prima di ogni acquisto.

Per quanti riguarda inquinanti più gravi, come campi elettromagnetici, ricordate di spegnere Wi-Fi e cellulari e di non posizionarli mai vicino ai vostri figli durante il sonno o la veglia. Risulta ovvio che non dovrebbe neppure tenere in mano dispositivi simili, non solo per le radiazioni elettromagnetiche ma anche per la luminosità eccessiva che, sappiamo, bene non fa ai poveri occhi.

Per ultimo, i suoni dovrebbero essere limitati almeno all'interno delle vostre abitazioni. Abbassate il volume di televisioni e suonerie.

Dr.ssa Grazia Sardanu

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